Il lavoro, gli impegni e la vita familiare stressano facilmente anche le persone apparentemente meno inclini all’ansia ed alla stanchezza.meditatione benefici

Proprio per questo la meditazione può essere una risposta valida per superare momenti di agitazione e cambiare radicalmente il proprio modo di vedere ed affrontare le cose. Ma come capire se la meditazione fa al caso nostro ed imparare a praticarla correttamente? Ecco tutte le risposte per capire le potenzialità di questa pratica ed i miglioramenti che potrà dare alla nostra vita.

La meditazione è per tutti?

A differenza di sport più o meno difficili con specifiche controindicazioni per persone con determinate patologie, con la meditazione tutti possono sentirsi meglio senza temere ripercussioni negative. Questa pratica, infatti, si pone come obiettivo quello di rilassare corpo e mente, di prendere coscienza del cosiddetto “qui ed ora” e di evitare la costante paura degli avvenimenti futuri. Il modo in cui viene praticata e le infinite possibilità di personalizzazione di questo percorso che può accompagnarci tutta la vita, rendono di fatto la meditazione un viaggio sensoriale senza controindicazioni che, anzi, è consigliabile a tutti per riprendere in mano la propria vita.

I benefici della meditazione

Come accennato, la meditazione e la sua pratica regolare possono regalare a chi la scopre dei miglioramenti nel proprio stato d’animo. Al di là degli aspetti puramente “interni” al nostro io, però, la scienza sta studiando già da diversi anni i miglioramenti anche fisici legati alla meditazione. Da una ricerca pubblicata su “La Repubblica” nel 2006, sembrerebbe addirittura che la pratica costante della meditazione possa ridurre di un terzo i casi di morte per patologie cardiovascolari. La meditazione permette inoltre di regolare i ritmi sonno-veglia, di facilitare la digestione, di produrre un maggior numero di endorfine, anestetizzanti naturali per il corpo, e più serotonina, una potente sostanza che fornisce appagamento fisico e mentale, di ridurre il cortisolo, un ormone nocivo per il corpo che invecchia i tessuti ed abbassa sensibilmente le difese immunitarie, di aumentare la concentrazione e curare disturbi legati all’ansia.

Come iniziare: la posizione migliore

Meditatione-OKIl primo passo per cominciare a meditare al meglio è scegliere la posizione più comoda. Essere comodi è infatti il primo grande segreto per una meditazione efficace. I coach consigliano di meditare seduti o, al massimo, sdraiati. Anche se la meditazione ha tra i suoi scopi quello di portare ad un profondo rilassamento, lasciare andare troppo il corpo consente alla mente di distrarsi e, di conseguenza, rovina la meditazione stessa. Meglio quindi essere seduti, magari su una sedia, con la schiena dritta ma non rigida e, possibilmente, non poggiata allo schienale. Per rendere più confortevole la seduta è possibile posizionare un cuscino all’altezza dei reni che consenta alla zona lombare di riposarsi senza per questo dover poggiare anche le spalle.

La scelta del luogo

Meditare è possibile ovunque, a patto che si vogliano ottenere risultati. Detto questo è però spesso consigliato a chi si avvicina per la prima volta alla meditazione di utilizzare, ove possibile, uno spazio raccolto e lontano dal caos. Questo perché il silenzio tutto attorno e la quiete che ne deriva permettono alla nostra mente di percepire anche le più piccole trasformazioni del nostro spazio o del nostro sentire (ad esempio un insetto che improvvisamente ci ronza intorno oppure un formicolio al piede). Al di là del posto consigliabile, però, la meditazione è sempre un’esperienza unica e profondamente soggettiva. Ecco perché è necessario scegliere innanzitutto un luogo che piace e ci fa sentire bene.

Come meditare

Eccoci arrivati ora alla domanda delle domande e cioè: dopo aver scelto un luogo adatto ed una posizione comoda, cosa devo fare? La meditazione prevede che il flusso troppo caotico dei nostri pensieri venga arginato riconducendo tutto ciò che ci distrae verso il già citato “qui ed ora”. Durante la meditazione dobbiamo solo sforzarci di rimanere in presenza, senza dare ascolto a tutto ciò che spinge i nostri pensieri verso ciò che è stato o verso ciò che sarà. In questo percorso, inizialmente visto da tutti come complesso, molto può fare il respiro. Focalizziamo quindi l’attenzione sul presente respirando di pancia, sentendo l’addome muoversi ogni volta che si inspira-espira ed ogni qualvolta la mente desidera portarci via a pensieri inutili, ringraziamo l’ostacolo che ci è di fronte e riportiamo la nostra attenzione sul respiro.

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